DISMANTLING EXPO MILAN 2015
January 1, 2016 - Expo Milan 2015
Exactly 10 years ago, on January 1, 2016, I entered Expo Milano to photograph the abandoned pavilions and the dismantling process. After months of feverish construction, crowds, colors, languages, costumes, events, and queues, only silence, emptiness, and rubble. I was completely alone, except for a few site security guards.
I think of Milan, where I was not born, on which I staked my adult life and professional success, and which found in Expo the spark for a process of transformation whose controversial fruits we see today. As a photographer, I observe and recount, and I am indebted both to history—our extraordinary past—and to modernity, which attracts my gaze and my emotions.
Despite the doubts, discussions, and controversies, Expo Milano has borne its most beautiful fruit, especially for those like me who were part of it for many months, in the choral expression of mutual welcome.
10 anni fa esatti, il primo gennaio 2016, sono entrato in Expo Milano per fotografare i padiglioni abbandonati e il processo di smantellamento. Dopo mesi di fervore edificatorio, di gente, colori, lingue, costumi, eventi, code, il silenzio, il vuoto, le macerie. Ero perfettamente solo, salvo qualche addetto alla sicurezza del sito.
Penso a Milano, dove non sono nato, sulla quale ho scommesso la mia vita da adulto e la mia riuscita professionale, che ha trovato in Expo lo spunto per un percorso di trasformazione di cui oggi vediamo i controversi frutti. Da fotografo, assisto e racconto e sono debitore sia verso la storia - il nostro straordinario passato - che verso la modernità, che attrae il mio sguardo e le mie emozioni.
Expo Milano, nonostante i dubbi, le discussioni, le polemiche, ha avuto il suo frutto più bello, soprattutto per chi come me ne ha fatto parte per molti mesi, nella corale espressione di reciproca accoglienza.



















