Casa del Combattente
La casa doveva essere la più bella del paese.
Intonacata con decorazioni si doveva differenziare dalle altre case dalla
pietra faccia a vista.
Dal basso: cantina, alimentari e bar, scuola e sala riunioni e sala da ballo. L’architettura era voluta da tutti e pensata per accogliere, rispecchiava la società del paese degli inizi del ‘900. 100 anni dopo e successivamente ad un paio di decenni di chiusura, la casa è stata venduta dalle famiglie ad un tedesco amico del paese. La ristrutturazione vuole rappresentare la società di oggi. Accelera il processo di degrado con il desiderio di potersi avvicinare alla rovina, proponendo una architettura priva di elementi fragili, come il legno e l’intonaco, per mettere in mostra lo scheletro essenziale dell’edificio storico. Non ho ornato ne riempito la casa del combattente di retoriche, di componenti ricercate e brillanti, o di altri artifici e ornamenti apparenti, perché ho voluto che niente la abbellisse, e che solamente la diversità della materia e l’importanza del concetto la rendesse gradita. La nuova casa concede una nuova piazza al paese invitando il visitatore in copertura.


















